mercoledì 16 febbraio 2011

Con le staminali adulte salvata la vita ad una bambina malata di Atrofia Muscolare Spinale


Una bambina di sei mesi affetta da atrofia muscolare spinale, completamente paralizzata e con una breve aspettativa di vita, grazie alle decisioni del giudice del Tribunale Civile di Venezia, ha potuto essere sottoposta a terapia con cellule staminali a Trieste, utilizzando il protocollo medico della Stamina Foundation Onlus e le cellule prodotte dal Laboratorio Verri di Monza. A tre settimane dall’iniezione la bambina è chiaramente migliorata. Si è trattato del primo caso di terapia con cellule staminali intratecali effettuato in Italia e il primo in Europa in una malattia come questa. Si aprono così prospettive di salvezza per molti bambini affetti da malattie genetiche che colpiscono il sistema nervoso.

Il protocollo medico della Stamina Foundation Onlus del prof. Davide Vannoni, applicata dal dr. Marino Andolina presso l’ospedale Burlo Garofolo di Trieste, ha ottenuto un nuovo inequivocabile successo. La bambina che aveva un’aspettativa di vita molto breve (di poco superiore ad un anno) a causa di una malattia genetica che porta alla veloce degenerazione dei motoneuroni spinali ha finalmente visto invertire la tendenza al rapido peggioramento che aveva contraddistinto i suoi primi sei mesi di vita.

giovedì 25 novembre 2010

Depositati i primi tre ricorsi contro l'ospedale Burlo Garofolo di Trieste

Il 24/11/2010 sono stati depositati presso il Tribunale del Lavoro di Trieste i primi tre ricorsi contro l’ospedale Burlo Garofolo, al fine di far riprendere le cure a base di cellule staminali mesenchimali adulte con la metodica della Stamina Foundation Onlus del prof. Davide Vannoni.

Tra coloro che hanno fatto ricorso due persone sono affette da Atrofia Multistemica (MSA) ed una da Paresi Sovranucleare Progressiva, patologie neurodegenerative incurabili con i metodi tradizionali che lasciano senza speranza ed in condizioni di vita miserevoli chi ne è colpito

L’atteggiamento di preclusione dell’ospedale verso l’operato del dr. Marino Andolina, il medico dei trapianti, che finora ha avuto in cura, oltre che centinaia di bambini leucemici, anche i malati trattati con le metodica di Stamina, ha provocato la reazione dei malati che, come dimostrano i referti medici, hanno in questa cura la loro unica speranza. I 43 pazienti in attesa di riprendere le cure, i loro familiari e gli oltre 3000 sostenitori riuniti in questo comitato stanno combattendo questa battaglia contro la negazione del diritto alla salute da parte della burocrazia ospedaliera. Anche ora che il caso del sig. Font (paziente affetto da parkinsonismo e deceduto a causa della sua patologia a distanza di un anno dall’interruzione della terapia con cellule staminali che aveva appena iniziato) è stato definitivamente archiviato, per quanto ci riguarda nulla è cambiato.


lunedì 8 novembre 2010

On line il sito della Stamina Foundation Onlus

E' online il sito della Stamina Foundation , la onlus fondata dal prof. Davide Vannoni, per sostenere la ricerca sul trapianto di cellule staminali mesenchimali e diffondere in Italia la cultura della medicina rigenerativa.

Sul sito si possono leggere informazioni aggiornate sul trapianto di staminali adulte, sulla metodica della Fondazione per la lavorazione delle cellule staminali mesenchimali e numerosi articoli scientifici sulle sperimentazioni terapeutiche, suddivise per patologia.

"Il trapianto di cellule staminali adulte - si legge nella homepage - non rappresenta soltanto una speranza per il futuro ma è una realtà già sperimentata con risultati documentati. Il sito staminafoundation.org nasce dalla volontà di condividere informazioni aggiornate sulle terapie e sui progressi della medicina rigenerativa".

sabato 2 ottobre 2010

Il mistero delle staminali sequestrate

Oggi, 01/10/2010, è successa una cosa molto strana: dopo aver informato i giornali del sequestro avvenuto presso il Burlo di Trieste delle cellule staminali si sono rincorse voci a dir poco discordanti.

La direzione del Burlo dice di non sapere nulla in relazione ad eventuali avvenuti sequestri.

La procura di Torino dice di non aver ordinato nessun sequestro e che sono stati coloro che custodivano le cellule ad averle messe “a disposizione” degli inquirenti.

In sintesi, però, i fatti sono questi:

  1. è stato cambiato il lucchetto del criopreservatore che contiene le cellule dei pazienti
  2. sul criopreservatore è comparso un cartello che dice che non è possibile toccare o manipolare il contenuto (in quanto a disposizione della magistratura)
  3. il dr Andolina, unica persona alla quale la Stamina Foundation ONLUS ha dato in custodia il criopreservatore, non può più accedervi.

venerdì 1 ottobre 2010

Sequestrate le cellule staminali mesenchimali di 44 pazienti in attesa di riprendere il trapianto

Il 30/09/2010, in anticipo di pochi giorni all’avvio dei ricorsi dei pazienti presso il tribunale di Trieste ed a fronte di un fase di trattative con il ministero della sanità per la concessione di autorizzazioni finalizzate alla ripresa delle cure presso l’ospedale Burlo Garofalo di Trieste (per i bambini e per l’utilizzo del laboratorio lì presente) e dell’ospedale Maggiore di Trieste (per gli adulti), è stata disposta su indicazione del Pm Raffaele Guariniello e dei NAS di Torino (vicecomandante Loreto Buccola) il sequestro delle cellule staminali conservate presso l’area di criopreservazione dell’Ospedale Burlo Garofolo.

Ci sembra quanto meno strano che dopo un’indagine durata un anno e mezzo, in cui fin da subito è stata dichiarata la presenza delle cellule dei pazienti presso tale sede ed è stato dichiarato che a prendersene cura era il dr Andolina, si sia deciso proprio ora di sequestrarle. Un altro scoglio da superare per i 44 pazienti in attesa di riprendere le cure, compreso il piccolo Danìele Tortorelli di cui si è interessato il presidente Napolitano ed il ministro Fazio e che, in rapido peggioramento a livello neurologico, ancora attende di essere curato.

lunedì 30 agosto 2010

Il piccolo Daniele senza le cellule del padre

FONTE: Il Piccolo
Inserito: 26.08.2010 05:34

Erano stati il ministro Fazio e il presidente della Repubblica Napolitano a concedere un «permesso per cure compassionevoli» a favore di un bimbo gravemente malato per il quale il padre aveva chiesto al Burlo Garofolo l'innesto delle proprie cellule staminali. Ma la tragedia imperversa su questa famiglia. Il bambino, che ha una grave forma di Niemann-Pick, malattia metabolica, ha intanto ricevuto cellule staminali di ignoti donatori fornite dall'ospedale San Gerardo di Monza che è abilitato a trattarle. Ma ora non può avere quelle del padre perché nel frattempo si è gravemente ammalato. Il piccolo adesso è a Matera, in attesa. Ma qualcosa è stato comunque fatto, il polmone è risanato. «Per definire il risultato - dice Marino Andolina che lo ha in cura - sono necessari ulteriori controlli, ma non posso nascondere che il bambino, già in immediato pericolo di vita per asfissia, dopo un mese respira bene. Rimane il problema del danno cerebrale, avrei voluto almeno limitarlo con iniezioni delle staminali del padre. Si è ammalato, e purtroppo non sarà cosa breve. Ma possiamo dire che, come già nel 1986, abbiamo di nuovo trattato con successo una malattia di Niemann-Pick». Già nel 2008 il piccolo aveva ricevuto cellule dal padre (per curare fegato e milza), preparate da quella Stamina Foundation con cui Andolina collaborava, poi finita nell'inchiesta torinese dei pm Guariniello e Parodi. Proprio ieri lo stesso Andolina ne avrebbe dovuto prelevare delle altre.

mercoledì 18 agosto 2010

A Trieste riaprono le terapie con le staminali mesenchimali grazie all’intervento del Presidente Napolitano

Questo successo ottenuto anche grazie all'impegno del dottor Marino Andolina rappresenta una speranza per tutti i 43 pazienti che hanno aderito al Comitato per la Medicina rigenerativa. L'utilizzo della metodica di cultura del San Gerardo di Monza prevede il prelievo di sangue midollare da cui vengono selezionate cellule staminali coltivate per 30 giorni, ma non è previsto alcun differenziamento cellulare e, quindi, i potenziali risultati a livello neurologico sono di per sé limitatissimi se non inesistenti.

La stessa popolazione cellulare estratta e coltivata è profondamente differente da quella ottenuta con la metodica della Fondazione Stamina del prof. Davide Vannoni, sia in termini di caratterizzazione cellulare, sia di efficacia. Auguriamo al piccolo Daniele, che aveva già ottenuto, grazie alla metodica Stamina, insperati risultati anche a livello neurologico oltre a miglioramenti metabolici (fegato e milza si sono ridotti ad una dimensione normale e soprattutto sono tornati ad una piena funzionalità che si è mantenuta nel tempo), di ottenere risultati anche da questa differente terapia e, conformemente alla legge italiana, ci rendiamo findora disponibili, su volontà dei parenti, a lottare per riprendere la terapia che si è già dimostrata efficace sui deficit prodotti dalla terribile malattia di Daniele.


Riportiamo l'articolo uscito su GENTE.



giovedì 22 luglio 2010

Staminali autologhe: un altro caso di trapianto con risultati positivi


“Per un tetraparetico dalla nascita, come mio figlio – racconta Ezio Facelli, papà di Pietro - non esistono cure efficaci e purtroppo le difficoltà in genere aumentano con il trascorre degli anni”.

Pietro compirà 20 anni a ottobre; in seguito a un’asfissia cerebrale durante il parto, è paralizzato dalla nascita: si muove su una sedia a rotelle ma è un ragazzo pieno di vita, sogni e speranze, come tutti i suoi coetanei.

“Nel 2009 – spiega il papà Ezio – siamo venuti a sapere, tramite un conoscente fidato, della metodologia con le staminali mesenchimali importata in Italia dalla Stamina Foundation del prof. Davide Vannoni. Era da tempo che aspettavamo l’opportunità di fare in Italia un trapianto di staminali, pur sapendo che queste terapie sono ancora in una fase sperimentale. Abbiamo contatto immediatamente Vannoni, che prima ci ha indirizzato sul dottor Scarzella e poi sul dottor Marino Andolina dell’istituto Burlo di Trieste per concordare l’inizio del trattamento con le staminali”.

giovedì 8 luglio 2010

Trapianto staminali mesenchimali? Una scelta giusta per mio figlio

Staminali si o staminali no? “Non sono una studiosa in grado di rispondere scientificamente a questa domanda – spiega Floriana Biolatti, mamma del piccolo Amedeo Crosetto trattato nel 2008 con le staminali mesenchimali della Stamina Foundation del prof. Davide Vannonimi limito a dire che, dopo solo due iniezioni di staminali, ho potuto assistere in mio figlio ad una serie di miglioramenti che altri bambini nelle sue condizioni non ottengono mai oppure, i più fortunati, solo dopo anni”.

mercoledì 23 giugno 2010

“Con le staminali mesenchimali sono tornate le forze e i dolori spariti ma la terapia è stata interrotta”

Quella della signora Faustina Trambusti di Torino è un’altra storia di “terapia interrotta” contro la volontà del malato.
La sclerosi multipla era stata diagnosticata circa dieci anni fa’ e nel 2008 le sue condizioni generali erano critiche.
“La mia malattia – spiega Faustina Trambusti – è lentamente progressiva. Ho iniziato zoppicando, poi ho dovuto usare le stampelle e da inizio 2008 sono bloccata su una carrozzina. Pian piano i dolori muscolari si sono fatti sempre più forti e continui. Anche le mie energie diminuivano progressivamente: ero costretta a riposarmi a letto più volte al giorno, senza riuscire mai a dormire realmente a causa dei dolori che si acuivano da sdraiata”.
Non esistendo cure per la sua malattia, a parte cortisone e antinfiammatori per lenire i dolori, la signora Trambusti decise di ricorrere al trapianto di cellule staminali mesenchimali con la metodologia della Stamina Foundation del prof. Davide Vannoni.
La prima iniezione fu effettuata nel novembre del 2008 e poi altre due nel 2009, a marzo e ad agosto.
A causa dell’attacco massmediatico nel dicembre 2009 le terapie con le staminali mesenchimali della Stamina Foundation furono bloccate e la signora Trambusti non ha potuto completare la cura che prevedeva ancora una quarta iniezione e una possibile quinta.

Quali risultati ha ottenuto in seguito al trapianto di staminali mesenchimali?
Dopo un paio di mesi le mie condizioni generali di salute sono migliorate soprattutto per ciò che riguarda i dolori muscolari e la stanchezza. Ho smesso di sentire i dolori e finalmente ho ripreso a dormire con più regolarità. Soprattutto ho recuperato molte energie : sono molto più attiva rispetto a due anni fa’ e non avverto più quel senso continuo di stanchezza e spossatezza. I problemi sugli arti inferiori purtroppo sono rimasti ma nessuno mi aveva promesso che sarei tornata a camminare.

giovedì 17 giugno 2010

Tre iniezioni di staminali mesenchimali e i disturbi del Parkinson sono migliorati progressivamente

Rodolfo Carabelli è affetto dal 1993 dal morbo di Parkinson. L’avanzamento della malattia è stato lento ma inesorabile. Per alleviare i sintomi nel 2008 era arrivato ad assumere quotidianamente 1750 mg di Levodopa, un farmaco che ha diversi effetti collaterali soprattutto a dosi elevate.
Fiaccato dai disturbi, che si aggravavano progressivamente, ma non ancora abbandonate la speranza e la voglia di combattere, il signor Carabelli decise verso la fine del 2008 di tentare la terapia sperimentale con le staminali mesenchimali della Stamina Foundation del prof. Davide Vannoni.

Quali risultati ha ottenuto in seguito al trapianto di staminali mesenchimali?
A causa dell’aggravarsi della malattia nel 2008 ero costretto ad assumere dosi sempre crescenti di Levodopa, finché non sono ricorso alla terapia sperimentale con le staminali mesenchimali.
Ho effettuato tre iniezioni di cellule staminali e ho riscontrato effetti positivi in modo progressivo, con fluttuazioni periodiche tra alti e bassi.
Un mese e mezzo dopo la prima iniezione ho iniziato a ridurre i farmaci. Poi ho effettuato due altre iniezioni di staminali mesenchimali nel 2009, una a gennaio e l’altra a maggio. In concomitanza ho diminuito l’assunzione di Levodopa in 8 fasi successive fino ad arrivare a 500 milligrammi al giorno, che è la dose con cui ancora oggi mi sto curando, dopo più di un anno dall’ultimo trapianto di staminali.
Il miglioramento, in seguito alla terapia con le cellule della Stamina Foundation di Davide Vannoni, è iniziato già dopo la prima iniezione ed è andato avanti progressivamente, facendosi più evidente con il tempo, anche se a fasi alterne. Purtroppo non ho potuto portare a termine il programma terapeutico previsto.

mercoledì 9 giugno 2010

Trapianto staminali - Storia di una terapia sperimentale interrotta: il caso della piccola Nicole

La piccola Nicole De Matteis, in conseguenza di una sofferenza fetale, è affetta dalla nascita da tetraparesi spastica. Ad agosto compirà 8 anni e purtroppo non è in grado di parlare, muoversi, mangiare da sola. La condizione generale di salute, nel corso degli anni, è andata aggravandosi. Tra il 2008 e il 2009, praticamente ogni settimana, la bambina veniva ricoverata in ospedale a causa di continue polmoniti provocate dai problemi di deglutizione. Le crisi epilettiche erano continue e in aumento. Le cure farmacologiche “tradizionali” non riuscivano a migliorare minimamente la situazione e la vita della famiglia De Matteis e della piccola Nicole era ormai un calvario, speso tra cliniche e ricoveri ospedalieri. Nel 2009, venuta a conoscenza tramite un’amica della possibilità di sottoporre la bambina alla terapia sperimentale con cellule staminali mesenchimali, la famiglia non ha esitato a tentare anche questa strada.

Signora De Matteis, il trapianto di staminali mesenchimali con la metodologia della Stamina Foundation di Davide Vannoni ha avuto effetti positivi su sua figlia?

Premetto che le condizioni di salute di Nicole, prima di iniziare la terapia con le staminali, erano gravissime e la bambina era in pericolo di vita. Malgrado i farmaci e il supporto medico ogni settimana mia figlia aveva la polmonite e crisi epilettiche. Già dopo la prima iniezione di staminali, fatta presso il centro trapianti di Trieste, ci sono stati miglioramenti: i movimenti si sono fatti più attivi ed è riuscita anche a muovere le gambine, fino ad allora immobili. Con la seconda puntura la deglutizione è migliorata tanto che le polmoniti da allora sono scomparse e così sono sparite le crisi epilettiche. Anche i problemi intestinali si sono risolti: prima dovevo ricorrere a purghe per farla evacuare, ora può andare in bagno normalmente. Riesce anche a tirare su le mani e guardarsele, sembra che per la prima volta in vita sua possa percepire il proprio corpo.