Il 24/11/2010 sono stati depositati presso il Tribunale del Lavoro di Trieste i primi tre ricorsi contro l’ospedale Burlo Garofolo, al fine di far riprendere le cure a base di cellule staminali mesenchimali adulte con la metodica della Stamina Foundation Onlus del prof. Davide Vannoni.
Tra coloro che hanno fatto ricorso due persone sono affette da Atrofia Multistemica (MSA) ed una da Paresi Sovranucleare Progressiva, patologie neurodegenerative incurabili con i metodi tradizionali che lasciano senza speranza ed in condizioni di vita miserevoli chi ne è colpito
L’atteggiamento di preclusione dell’ospedale verso l’operato del dr. Marino Andolina, il medico dei trapianti, che finora ha avuto in cura, oltre che centinaia di bambini leucemici, anche i malati trattati con le metodica di Stamina, ha provocato la reazione dei malati che, come dimostrano i referti medici, hanno in questa cura la loro unica speranza. I 43 pazienti in attesa di riprendere le cure, i loro familiari e gli oltre 3000 sostenitori riuniti in questo comitato stanno combattendo questa battaglia contro la negazione del diritto alla salute da parte della burocrazia ospedaliera. Anche ora che il caso del sig. Font (paziente affetto da parkinsonismo e deceduto a causa della sua patologia a distanza di un anno dall’interruzione della terapia con cellule staminali che aveva appena iniziato) è stato definitivamente archiviato, per quanto ci riguarda nulla è cambiato.
Ovviamente questa notizia non è stata riportata da quegli zelanti “giornalisti” che hanno scritto, a sua tempo, parole infuocate di accusa. Finché non siamo morti non facciamo notizia.
L’ostracismo contro noi pazienti ha avuto come ultimo atto la “messa a disposizione” presso la procura di Torino (dott. Raffaele Guariniello) delle NOSTRE cellule, conservate da un anno e mezzo presso l’ospedale sotto la cura dello stesso Andolina, il quale ora non può più accedervi. Nei tre ricorsi intentati si è dovuto, quindi, anche richiedere la riappropriazione delle cellule che sono loro di diritto.
Ci auguriamo, oltre al fatto che il tribunale obblighi l'ospedale a riprendere le cure, che i responsabili di questa interruzione delle terapie che ha causato sofferenze e peggioramenti in pazienti già gravemente compromessi e che avevano ottenuto dalla terapia notevoli benefici, si prendano le loro responsabilità e spieghino le VERE motivazioni di questo atto indegno di una struttura che dovrebbe essere votata alla cura dei malati.

0 commenti:
Posta un commento